Osservazioni position paper Bergamo 2020 – strategia di rilancio e adattamento
INTRODUZIONE

Si ritiene utile una riflessione iniziale: apprezzabile la dichiarazione d’intenti da parte del Comune di voler “realizzare un processo di confronto esteso e inclusivo che veda l’intera città – attraverso le diverse forme di rappresentanze – dare il suo contributo” per “avviare un confronto che auspichiamo intenso e fecondo”; si osserva però che un tempo di consultazione compresso come quello previsto dal position paper non aiuta la partecipazione dei cittadini portando ad una modalità di consultazione unidirezionale che non può sfociare in un vero confronto.

Questo però può essere soltanto in parte giustificabile con le esigenze della situazione emergenziale da affrontare, considerato il fatto che l’Amministrazione cittadina ha avuto a disposizione i due lunghi mesi del lockdown per prepararsi ad affrontare la fase successiva ed avviare per tempo un confronto proficuo con la città.

Una simile modalità pare quindi l’ennesima occasione persa per avviare un percorso partecipativo vero e realmente coinvolgente.
Riguardo alle misure proposte per “ricostruire ciò che è andato distrutto” si osserva come queste appaiano, in linea generale, sbilanciate nell’appoggio ad imprese e commercio rispetto alle esigenze di sostegno alle nuove povertà dei singoli cittadini e soprattutto delle famiglie.
Ugualmente si osserva uno sbilanciamento e una potenziale conflittualità fra le misure proposte a sostegno del turismo e quelle ipotizzate in sostegno alla residenza.

Proprio perché “in gioco c’è l’anima stessa della città, fatta di relazioni, socialità e condivisione” e l’anima di una città sono i suoi cittadini – tutti, non solo quella parte di loro considerata produttiva -, riteniamo che dare la priorità alle misure a sostegno della residenza e del benessere dei cittadini e delle loro famiglie sia l’antidoto migliore a cui puntare per il futuro per garantire la vitalità della città nonché la sopravvivenza e il sostegno delle sue attività artigianali e commerciali, ponendo così a priori un argine alla “contrazione della domanda” in momenti in cui, per varie ragioni, la risorsa turistica dovesse venire meno.

Riteniamo in ogni caso che gli aiuti prestati dall’Amministrazione comunale con denaro pubblico debbano sempre essere vincolati al salvataggio dei posti di lavoro, alle verifiche contrattuali, alla correttezza fiscale, alla sostenibilità ambientale e sociale .

Quest’amministrazione, come altre, ritiene necessario “ridefinire l’uso degli spazi pubblici: delle piazze, delle strade, dei parchi e degli spazi verdi” come misura per “rimediare alla forzata riduzione della capienza di tante attività” con principale attenzione, da quel che traspare, alle attività di ristorazione e somministrazione.
Se da un lato l’ampliamento dei plateatici – oltretutto con l’annullamento del canone dovuto al Comune, cioè ai cittadini, per l’utilizzo di spazi pubblici comuni a fini privati – può essere ritenuto in parte, e per un breve periodo, accettabile in un momento di emergenza, rischia però di portare verso una direzione senza ritorno rendendo le nostre piazze ipso facto di proprietà dei gestori di bar e ristoranti.
Un esempio emblematico può essere quello di Piazza Pontida dove, nelle scorse settimane, gli spazi dell’antica piazza di mercato sono stati in gran parte occupati dai tavoli delle attività di ristorazione (una in particolare). Quest’invasione degli spazi della piazza ha provocato la riduzione degli spazi disponibili per un servizio ai cittadini come il mercatino agricolo settimanale, costringendo i coltivatori diretti locali ad una turnazione quindicinale che comporta un evidente danno economico ad un settore bisognoso di sostegno.
Il permesso temporaneo NON diventi permanente, non diventi occasione per portare alla definitiva trasformazione del patrimonio comune in bene di consumo il cui godimento sia consentito soltanto a pagamento, escludendo di fatto le fasce più deboli.
Le piazze non diventino dei luoghi a ingresso – più o meno – libero e consumazione obbligatoria!

Vanno poi valutate attentamente – riguardo all’allargamento della vita all’aperto, sopratutto notturna, nelle piazze e nelle vie cittadine – le ricadute negative sulla qualità della vita dei cittadini residenti, sulla quiete pubblica, sul diritto delle famiglie e dei lavoratori al necessario riposo notturno e le ricadute sulla libertà di movimento dei passanti.

Di seguito è possibile scaricare il documento completo:

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