Bergamo Bene Comune

aria nuova a bergamo

CHI SIAMO

Siamo cittadine e cittadini bergamaschi che condividono esperienze, battaglie e rivendicazioni rispetto a diversi aspetti della vita della nostra città.

Le nostre idee

Ciascuno e ciascuna di noi ha provato a costruire una narrazione diversa da quella univoca che viene ripetuta allo sfinimento sui temi del vivere cittadino.

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Abitare

Qualcuno di noi ha raccontato che avere una casa dovrebbe essere un diritto per tutte le persone.

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ambiente

Altri, che il diritto alla salute e alla tutela ambientale non possono essere subordinati alle logiche del profitto – nella forma di un parcheggio o un aeroporto a seconda dei casi. 

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privatizzazioni

Altri ancora cercano di smontare la tesi furbetta secondo la quale l’intervento privato garantirebbe migliori servizi ai cittadini, tesi in nome della quale le peggiori speculazioni edilizie diventano “regali alla città”.

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bene comune

Tante persone tra di noi combattono la tendenza che fa sì che tanti beni comuni diventino profitto per pochi.

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decoro

Tante persone si sentono oppresse dalla supposta priorità del “decoro” che, oltre ad accanirsi verso le fasce più deboli della società, rende Bergamo meno accogliente per tutti.

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partecipazione

La reale partecipazione della cittadinanza ai processi decisionali che la riguardano è uno dei primi punti della nostra agenda di lavoro.

Abbiamo deciso di trovarci e lavorare insieme per un’idea di città diversa. Bergamo Bene Comune è lo slogan che abbiamo scelto per accomunarci. Il Bene comune può essere sia materiale che immateriale e comprende casa, lavoro, sanità, istruzione fino ad arrivare all’arte, alla bellezza, all’ambiente. Bene Comune è anche un serbatoio di diritti da distribuire equamente.
Riteniamo che ogni azione di un privato, singolo o entità economica, che influenzi la qualità della vita dei cittadini o che necessiti di finanziamenti pubblici, debba avere l’approvazione di cittadini e cittadine, e che questa debba venire concessa su progetti chiari ed espliciti, vincolanti per la controparte.

Perciò la reale partecipazione della cittadinanza ai processi decisionali che la riguardano è uno dei primi punti della nostra agenda di lavoro.
Partecipazione per noi non significa essere consultati quando fa comodo o semplicemente al momento del voto, bensì potersi esprimere in modo informato: le cittadine e i cittadini devono avere la parola ed essere ascoltati su tutti i progetti di opere che modificano la città e il tessuto sociale dei quartieri, prima ancora che siano consolidati, e in tutte le fasi e su tutti gli aspetti che riguardano la comunità e il Bene Comune.

Tra i punti su cui ci riconosciamo e su cui vogliamo che la cittadinanza si possa esprimere ci sono:

  • la priorità alla ristrutturazione e assegnazione di case comunali, anziché alla vendita ai privati senza chiara destinazione del ricavato;
  • la priorità al trasporto pubblico, alla mobilità sostenibile e al miglioramento della qualità dell’aria anziché l’aumento di traffico e parcheggi;
  • la priorità all’utilizzo degli spazi pubblici da parte delle persone e delle associazioni che praticano socialità inclusiva, senza ritorno economico o speculazione;
  • quartieri e spazi pubblici più vissuti sono per noi l’antidoto all’insicurezza; priorità quindi a politiche che avvicinano le persone, portando conoscenza reale dove ci sono solo paure fondate sul nulla.
Ci troviamo tutti i martedì h. 21.00 presso il circolo Barrio Campagnola (Via Ferruccio Dall’Orto, 20 Bergamo) e ci confrontiamo, esprimiamo idee e portiamo avanti temi e campagne, aperti ad ogni contributo e partecipazione. Per contatti: bergamobenecomune@gmail.com

Cosa Facciamo

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Bergamo Bene Comune si ritrova tutti i martedì alle ore 21 presso il circolo ARCI Barrio, via Via Ferruccio Dall’Orto, 20 Bergamo.
Accesso libero a chiunque voglia contribuire.

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2 days ago

BergamoBeneComune

“L’ARIA BUONA DI BERGAMO” (cit.)Grazie alla pioggia incessante dell’altra notte, “Bergamo respira” un po’ meglio.
Eh già, perché i dati dei giorni precedenti non sono affatto confortanti: l’aria di Bergamo è risultata persino PEGGIORE DI QUELLA DI MILANO, che pure siamo abituati a pensare come metropoli inquinatissima!

Per quanto riguarda il PM 10, il 15 gennaio la centralina di via Garibaldi ha rilevato una concentrazione pari a 113 µg/m3: oltre il doppio del limite giornaliero normato di 50 µg/m3.
Lo stesso giorno, per le Polveri sottili (PM 2,5) abbiamo raggiunto la concentrazione di 89 µg/m3 alla stazione di via Meucci (stimabili in di 73 µg/m3 nel resto della città): oltre il triplo del limite massimo giornaliero raccomandato dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, di 25 µg/m3 (con una media annuale di 10 µg/m3 giornalieri).

Il particolato atmosferico (PM 10 e PM 2,5) è pericoloso per la salute umana e più le polveri sono sottili maggiore è la loro pericolosità:
mentre il PM 10 raggiunge le vie respiratorie superiori e quelle inferiori fino ai i bronchi; il PM 2,5 è in grado di arrivare ai polmoni, entrando nel circolo sanguigno e raggiungendo persino il cervello.
I principali effetti sulla salute dovuti ad esposizione al particolato sono:
– incremento della mortalità prematura per malattie cardio respiratorie
– incremento della mortalità prematura per tumore (il particolato è classificato fra i carcinogeni umani di tipo 1, cioè sostanza sicuramente cancerogena)
– incremento di ricoveri ospedalieri e visite urgenti per problematiche respiratorie;
– bronchiti croniche, aggravamento dell’asma.

E ALLORA?

Interventi capaci di diminuire le concentrazioni di polveri sottili porterebbero un beneficio sostanziale ed immediato in termini di ricoveri ospedalieri e morti premature evitate.
Interventi STRUTTURALI da attuare subito, anche e soprattutto a livello locale.
Imporre semplicemente misure temporanee, come le limitazioni al traffico dopo giorni e giorni di superamento dei limiti di guardia, non è sufficiente e non risolve il problema.

Bisognerebbe, per esempio, rivedere e rafforzare notevolmente il piano del TRASPORTO PUBBLICO (almeno quello urbano), anziché pensare a costruire PARCHEGGI in struttura in zone centrali, che incentivano il traffico veicolare privato.
Ancor più deleterio è insistere nel costruire un parcheggio di 9 piani portando auto – 24 ore su 24, 365 giorni su 365 – in un’area sensibile e soggetta da decenni a limitazioni del traffico e, per far questo, aver sbancato mezza collina sotto la Rocca.
Poi certo, bisognerebbe anche evitare di abbattere alberi adulti sani per far posto a spianate di calcestruzzo nel centro trafficato, là dove una buona parte dell’inquinamento veicolare cittadino viene prodotta.

Quanto ad inquinamento, ricordiamoci poi che i vettori aerei low cost come RyanAir sono stati definiti come “IL NUOVO CARBONE” (il più inquinante tra i combustibili fossili): nel 2018 la compagnia che opera nell’aeroporto cittadino è entrata nella classifica dei dieci “grandi emettitori” europei.

Se è vero che gli aerei distribuiscono ‘democraticamente’ il loro inquinamento lungo tutto il tragitto di volo – contribuendo notevolmente all’aumento dei gas serra – le fasi di decollo e atterraggio, particolarmente inquinanti, invece avvengono proprio qui, sulla nostra città.
Bergamo è ormai il terzo scalo italiano, dopo Fiumicino e Malpensa.
Le vecchie previsioni di crescita dell’aeroporto sono già state ampiamente superate eppure ancora si parla di crescita auspicata: non solo di passeggeri, ma anche di voli.
Eh sì, perché le compagnie aeree – pur inquinandoci – ricevono incentivi da aeroporti ed enti locali e a BERGAMO – dei 226 milioni di euro totali di incentivi versati annualmente in Italia, dati forniti da un’inchiesta del Corriere della Sera sugli aeroporti italiani – gli «oneri per gli accordi commerciali con compagnie aeree e tour operator» sono stati addirittura 42,43 milioni di euro. In un anno!
Avendo Ryanair trasportato oltre l’81% dei passeggeri è ipotizzabile che la compagnia abbia preso la maggior parte di quei contributi.
Eh, ma l’aeroporto porta RICCHEZZA, dicono! (ma vedremo successivamente che nemmeno questo è sicuro).

SÌ: più RICCHI (pochi) e più MORTI (tanti)

A quando un cambio di passo che non sia solo a parole?

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